Video Arcano Mare | 2002

Cortometraggio realizzato nel 2002 da Gianni Lodi e Adriano Corsi.

 

A partire dalla mostra ARCANO MARE, tenutasi nella Torre Carolingia di Framura nell’Agosto 2000, Gianni Lodi e Adriano Corsi, entrambi sociologi e in qualche modo artisti, hanno progettato un video che, a partire dalle “sculture” esposte, riproponesse una visione primordiale delle cose e delle persone.

L’idea di partenza è stata quella di riutilizzare una delle convinzioni fondamentali al centro delle culture arcaiche: lo strutturarsi della vita attorno ai quattro elementi fondamentali – terra, acqua, fuoco, aria. Nel loro insieme, questi elementi delineano un possibile percorso esistenziale, che dalla dimensione più legata alle energie materiche, che sono anche le più vicine al femminile e dunque alla tenerezza e alla passività (terra e acqua), conduce alla dimensione delle energie sottili, che sono invece quelle più vicine al maschile, e dunque all’aggressività e al dominio (fuoco e aria). Questo percorso non si sviluppa in senso lineare: esso prevede infatti una continua circolarità dell’esperienza, che dal basso sale verso l’alto e viceversa. Tale andamento mette in crisi le concezioni consolidate di tempo e di spazio, e prospetta uno scenario esperienziale in cui la presenza del primordiale è del tutto legittima anche in una realta’ ultratecnologica come l’attuale.

Il video vuole restituire questa ipotesi di lettura della vicenda umana, evidenziando le peculiarità specifiche di ogni elemento:

– la terra si può rappresentare come cavità (la caverna), simbolo evidente della dimensione uterina, che se da un lato assicura protezione e accoglimento, dall’altro evoca il mistero e l’indicibile;

– l’acqua simboleggia l’altro aspetto del femminile, quello dell’incontenibilità e distruttività (la burrasca e il naufragio), sempre abbinate però alle potenzialità feconde e pro-creative dell’elemento liquido;

– la doppia valenza estrinsecata dal fuoco si esprime con una forte carica purificatrice (il rito), collegata tuttavia a una carica distruttiva altrettanto forte. L’azione dell’elemento igneo modifica sostanzialmente le cose, evocandone alternativamente la consunzione oppure il passaggio di stato, come nel caso della creta che, nella cottura, si trasforma da materiale inerte a struttura definita;

– l’aria infine è la componente più immateriale, quella che più esplicitamente introduce nella dimensione delle energie sottili e meta-fisiche (la torre e il fantasma). Ciò consente di spaziare nelle astrazioni del pensiero e della trascendenza: il rischio e` di smarrirsi nei labirinti dell’ideismo, recidendo i legami che ci tengono ancorati alla terra e alla sua concretezza. È dunque essenziale non dimenticare che se la terra serve da base per spiccare il volo, è alla terra che dobbiamo tornare se vogliamo continuare a volare (il gioco di bambini e bambine). In ogni caso, è sempre un moto di trasgressione che consente di sperimentare il cambiamento: ogni passaggio da un elemento all’altro è infatti scandito da un atto di creazione artistica, espressione massima di rottura delle regole, che dall’estetica si estende necessariamente all’etica.