Love difference | Progetto “Arcano Mare”

Contributo per una trasformazione sociale responsabile del Mediterraneo

Premessa generale

Il progetto ‘ARCANO MARE’ prende spunto da un’esperienza condotta a Framura (SP), nell’estate-autunno 2001. Framura si trova nel Parco delle Cinque Terre, una realtà territoriale ormai conosciuta a livello internazionale per le sue caratteristiche ambientali e culturali davvero uniche: un lembo di rocce vulcaniche sospeso tra un mare generoso di flora e fauna, e un entroterra altrettanto prodigo di boschi e terrazzamenti coltivati a vite e ulivo da una popolazione con forte spirito comunitario, eredità dell’isolamento sociale tipico delle popolazioni rivierasche.

A Framura esiste l’Arena, una spiaggia di sassi su cui approda, con i turisti più coraggiosi, un campionario quanto mai eterogeneo di materiali che il mare strappa alla terra e che poi alla terra restituisce: legni e plastiche, funi e teli, ferri e lamiere, giocattoli e scarpe, contenitori di ogni genere ecc.

Avendo eletto Framura a laboratorio en plein air, ho cominciato a raccogliere questi materiali, selezionando quelli con maggiore potere evocativo, capaci cioè di far emergere quelle immagini ancestrali che il processo di rimozione inconscia allontana anche se non rimuove del tutto.

Ho provato ad assemblare questi materiali e mi sono ritrovato in uno strano universo abitato da figure a volte rasserenanti, a volte inquietanti: bucrani, teste di cavalli alati, minotauri, totem scomposti, maschere cerimoniali, incerti profili umani, anatomie allusive.

Una prima verifica pubblica di questo lavoro è stata la mostra allestita nella Torre Carolingia di Costa – spazio espositivo del Comune di Framura – nell’agosto-ottobre 2001, mostra accolta favorevolmente anche dai locali, costituzionalmente diffidenti nei confronti del ‘foresto’ e delle sue iniziative. Indagando su questo imprevisto interesse, ho poi scoperto che per le popolazioni costiere è (stata) una pratica diffusa il trarre dalla spiaggia materie prime importanti, come ad es. il legname. Questa consuetudine ha consentito di cogliere immediatamente il significato del recupero di materiali portati dalle correnti e la loro riconversione in ‘oggetti d’arte’.

Una seconda e forse piu` significativa verifica è venuta dalle/dagli alunne/alunni delle scuole elementari di Framura e di Deiva Marina (paese limitrofo, con caratteristiche socio-morfologiche simili), le cui insegnanti hanno portato le classi a visitare la mostra e hanno poi sperimentato, con alcune, lo stesso percorso creativo: ricognizione della spiaggia, recupero di materiali significativi, loro assemblaggio, creazione di ‘opere’.

Queste ‘sculture’ sono poi state esposte nei locali della scuola elementare di Deiva Marina.

Mutando la natura degradata delle ‘cose’ che arrivano dal mare e trasformandole in oggetti d’arte, il processo alchemico della creatività ha dunque fatto emergere componenti significative dell’inconscio collettivo: ‘ARCANO MARE’ come allusione alla capacità/possibilità di risvegliare quegli archetipi che, nonostante il processo di modernizzazione, albergano ancora in noi, abitanti della contemporaneità.

 

Descrizione del progetto

Nel tradurre questa esperienza in un progetto per la trasformazione sociale responsabile nell’area del Mediterraneo va tenuto conto che il suo cardine è la valorizzazione di una ‘cultura del rifiuto ecosostenibile’, che può contribuire a risolvere il difficile equilibrio tra processi naturali e necessità umane, equilibrio particolarmente critico nel Mediterraneo, mare ‘chiuso’ e con coste densamente popolate. Sullo sfondo rimane il problema se e come sia possibile oggi tornare a considerare l’ambiente fonte primaria d’ispirazione per l’artista mentre, per quanto riguarda l’uso di materiali di recupero, va chiarito che non rappresenta il tentativo di mettersi la coscienza a posto nei confronti della questione ambientale, ma si pone piuttosto come scelta stilistica precisa: l’aggiornamento delle tecniche consolidate del ready made e dell’objet trouvé per produrre ‘collages oggettuali’, che rafforzino l’idea che si possa ‘fare arte’ usando materiali reietti, quei residui della quotidianità così pregnanti di significati esistenziali.

Dato il valore fortemente ‘pubblico’ del progetto, il fine più immediato mi è sembrata la sua divulgazione al di fuori degli spazi e dell’utenza di solito riservata alla produzione artistica. Ciò si può realizzare attivando anzitutto un meccanismo di scambio: 1) Framura può ospitare uno o più artisti interessato/i a sperimentare un percorso creativo simile a quello presentato nella Premessa generale per riportarlo nel territorio di provenienza; 2) io stesso posso recarmi in altre realtà disponibili a promuovere un’esperienza simile a quella di Framura.

Sul lungo periodo, questo obiettivo incentrato sullo scambio può essere arricchito con l’allargamento ad altri ambiti d’intervento. Oltre al settore pedagogico-formativo, questo percorso può essere esteso, ad es., al settore della salute mentale con un’ipotesi d’intervento che utilizza il metodo dell’art therapy.

Il viaggio compiuto dalle ‘cose’ che tornano a noi dal mare non evoca forse il viaggio, certo piu` sottile e complesso, che il processo creativo attiva nella psiche? Questo viaggio interiore va a risvegliare le componenti più profonde del nostro inconscio, come del resto fa il sogno, rendendoli disponibili per l’espressione artistica. Anche le onde del mare riportano da chissà dove oggetti sconnessi e senza forma cui però la capacità creativa dell’artista riesce a restituire senso e coerenza. Trasformandoli in forme evocative di dimensioni psichiche di norma inaccessibili, si liberano energie interiori destinate altrimenti alla rimozione se non al disturbo mentale. Da qui la conclusione incoraggiante che se l’artista – come molti studiosi affermano – è un ‘nevrotico mancato’ , la pratica artistica può rappresentare una forma efficace di promozione della salute mentale.

Obiettivi/Risultati

Il tentativo di coniugare ricerca stilistica e impegno sociale prospettato da ARCANO MARE ha delle ricadute evidenti in diversi ambiti:

– a livello artistico-culturale, un’operazione di questo tipo riprospetta e attualizza la pratica del ready made, coniugandola con la filosofia della trash art. Il progetto propone infatti un intervento capace non solo di modificare la natura dell’oggetto mutandone la destinazione d’uso, ma di valorizzare cio` che si presenta in forma di dis-valore trasformandolo in ‘oggetto’ significante in sè;

– a livello sociale, stimola la sensibilizzazione nei confronti delle persone che vivono ai margini della società. Questi soggetti rischiano spesso di condividere lo stesso destino riservato ai beni di consumo obsoleti: emarginati e negati, “buttati via” proprio come spazzatura. Ma come un rottame opportunamente trattato puo` rivelare un inaspettato appeal, anche queste persone possono diventare un elemento importante per il miglioramento delle relazioni sociali;

– a livello educativo, aiuta la diffusione di una nuova cultura del rifiuto, che prospetti il contenimento dello spreco di materie prime e di energia, in sintonia col crescente bisogno di una nuova sensibilità ambientale;

– a livello terapeutico, promuove la salute mentale: in ambito psichiatrico è ampiamente provato che alla base di molte forme di disagio esiste la negazione della creatività come pratica diffusa. Scoprendo le potenzialità espressive degli ‘scarti’ di ogni genere, che di solito allontaniamo con gesti di ripulsa, si stimola la creatività: tale operazione assume un immediato valore di prevenzione del disturbo mentale;

– a livello politico-ambientale, favorisce il varo di un ciclo dei rifiuti innovativo, ecologico e a basso impatto ambientale, sostenuto da un sistema di raccolta differenziata spinta, che preveda incentivi ed agevolazioni per i cittadini e le aziende. In questo senso la Liguria può diventare un ‘caso pilota’ da proporre a tutti i paesi del Mediterraneo poiché in questa regione ancora non esistono inceneritori.

Cooperazioni

La realizzazione di ARCANO MARE prevede almeno due livelli:

il primo, di più semplice fattibilità, cioè lo scambio di artisti tra un luogo e l’altro, comporta anzitutto il coinvolgimento del Comune di Framura e del CEA-Centro di educazione ambientale: entrambi si sono sempre dimostrati molto aperti alle iniziative socio-culturali;

il secondo, di dimensioni più ampie, prevede l’allargamento al territorio con il coinvolgimento di realtà istituzionali più complesse: oltre alla Provincia di La Spezia e alla Regione Liguria, l’Assessorato alle Istituzioni Scolastiche, i Centri di Assistenza Psichiatrica, l’Assessorato alle politiche per l’ambiente.

Altri possibili interlocutori, disponibili al coinvolgimento, sono senz’altro Lega Ambiente Liguria e ARCI di La Spezia. Sul versante delle istituzioni culturali, va segnalata la recente apertura del CAMeC-Centro Arte Moderna e Contemporanea di La Spezia, con direttore artistico Bruno Corà.

Ostacoli

Perno di questo progetto è il coinvolgimento di istanze istituzionali di vario genere: già solo per rendere possibile lo scambio di ospitalità, sarà necessario coinvolgere diversi organismi – per quanto riguarda Framura: Comune, Ente Parco Cinque terre, Fondazioni varie ecc. I tempi e le volontà delle diverse istituzioni sono difficilmente prevedibili, regolati come sono da volontà spesso imperscrutabili: mi sembrerebbe questo l’ostacolo più difficile da superare, ma certo non più che in altre situazioni.

Un altro problema non trascurabile è di natura culturale: parlare di rifiuti, scarti, ‘trash’, ecc suscitata sempre, perlomeno all’inizio, una certa diffidenza: nell’immaginario collettivo l’arte è ancora associata all’uso di materie nobili (il marmo, il bronzo, la tela, i colori a olio ecc) e abbinare la creatività alla spazzatura può suscitare perplessità e pregiudizi. Nella pratica, si è rivelato questo un problema più nominalistico che reale.

 

Curriculum Vitae

Gianni Lodi (1943) è sociologo, già ricercatore all’Università degli Studi di Milano, ora docente al Corso di Specializzazione in Psicologia Transculturale e alla Scuola di Terapie Integrate Brevi. Ha fondato il Centro Studi Psicoyoga e conduce gruppi di pratica psico-corporea per terapia e formazione.

Ha pubblicato: “Il tempo dello yoga. Passato e futuro di una filosofia del corpo”, F.Angeli ed, 1998; “Se vuoi vincere, lascia perdere”, F.Angeli ed., 1999; “A occhi chiusi, a cuore aperto”, Baldini & Castoldi, 2001; “Lo yoga dei chakra. Videocorso di Hatha yoga”, ISU, 2002; “Lo yoga degli elementi”, ISU, 2003.

È anche artista: le sue creazioni si caratterizzano per l’uso di materiali di recupero, in particolare raccolti sulle spiagge del Levante Ligure.

Mostre:

‘ARCANO MARE’ (personale), agosto-ottobre 2001, Torre Carolingia, Framura
‘EMERSIONI’ (personale), luglio 2002, Torre Carolingia, Framura
‘ARCANO MARE 1’ (personale), giugno-luglio 2003, Castello di SanTerenzo, Lerici
‘ARCANO MARE 2’ (personale), luglio 2003, ex Convento Clarisse, Levanto
‘ANTOLOGICA’ (personale),agosto 2003, Castello Doria-Sala Ipostile,Porto Venere
’EMERGENZE 2-Altri artisti in un mondo in allarme’ (collettiva):
marzo 2004, Fortezza di Sarzanello, Sarzana
aprile 2004, Torre Carolingia, Framura
maggio 2004, Fondamenta di SanPietro, Porto Venere
‘NO ART’ (collettiva), maggio 2004, Pro Loco, Crema
‘IL VIAGGIO E IL MARE’ (collettiva), settembre 2004, Studio B2, Genova
‘SUPERHIGHWAY’ (collettiva), ottobre-novembre 2004,CVB Space, New York
‘IL MITO,IL VIAGGIO,IL MARE’ (collettiva),novembre 2004, Studio D’ARS, Milano
‘SUPERHIGHWAY’ (collettiva),dicembre2004-gennaio2005, Berliner Kunstprojekt, Berlino.

In collaborazione con Adriano Corsi (sociologo e film maker) ha realizzato due video:
‘ARCANO MARE’ (2002)
‘RIESCI A SENTIRCI?-Indagine sulla comunità sorda di Piacenza’ (2004).

Per documentare il mio lavoro allego una decina di fotografie che testimoniano in gran parte una fase della mia ricerca che si caratterizza per la produzione di ‘anatomie’: gambe in particolare, ricavate dalla lavorazione di tronchi di legno recuperati dalla spiaggia dell’Arena a cui abbino scarpe o elementi di abbigliamento rinvenuti spesso, anche se non sempre, sull’arenile.
Allego anche una scheda di presentazione stilata da Raffaella Fontanarossa, giornalista de ‘La Repubblica-IL LAVORO’.
Ho altro materiale su base cartacea che posso spedire su richiesta.