Pesci fuor d’acqua | 2015-2016

A questo link si può visionare la locandina dell’esposizione al Galata (Genova) del 2015, e qui la locandina della stessa esposizione a Moneglia nel 2016.


Presentazione GALATA

Dal 3 luglio al 7 settembre 2015 la Galleria delle Esposizioni del GALATA Museo del mare di Genova ospita ARCANO MARE  Pesci fuor d’acqua di Gianni Lodi.  Compongono la mostra circa venti “pesci” di notevoli dimensioni (tra il metro e mezzo e i due metri e mezzo) assemblati con legni e altri materiali recuperati dal mare.  E’ anche presente un’installazione (Naufragio)  di forte impatto visivo e contenutistico.

In occasione di una precedente mostra (IL MARE DI ARGENTI, LODI, TAMBERI al LAS di La Spezia) Enrico Formica ha scritto “Come molta arte del Novecento, il lavoro di Gianni Lodi parte dagli oggetti, dalle migliaia di oggetti raccolti sulla spiaggia di Framura, dove abita e lavora. Tuttavia non c’è nessuna esaltazione concettuale dell’object trouvé, quale lo concepivano Duchamp e Dada, come riproposizione delle forme reali in quanto depositarie di autenticità e di valori formali indipendenti dall’intervento dell’autore; al contrario, questi materiali diventano significativi solo nel momento stesso in cui smettono di essere l’oggetto che erano, perdendo valore d’uso, identità e quindi significato…Questi oggetti rinati emanano non casualmente un’energia selvaggia e ribelle: nella loro allegria grottesca e nella loro rabbia possiamo leggere un atto di accusa verso il consumismo e la relativa attitudine non solo a buttar via le cose, ma a disprezzare la povertà delle persone e la semplice bellezza della natura… Se Naufragio  è una storica, dolente, più che mai attuale testimonianza di quanto avviene nei nostri mari, anche la bellicosità dei pesci realizzati più di recente è un auspicio di autodifesa, di reazione da parte di un  ambiente naturale costantemente violentato.”

Da parte sua, Lodi aggiunge “Nella serie dei pesci fuor d’acqua ho voluto coniugare la ruvida energia dei legni consunti dal mare alla carica ironica degli oggetti quotidiani usati fuori contesto. Questi collages tridimensionali vogliono testimoniare come il riuso  possa assumere un ruolo fondamentale nelle strategie di superamento dell’emergenza ambientale in cui siamo costretti senza rinunciare alla bellezza rinvenibile anche nelle cose considerate da buttare: “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior…”

Dalla spiaggia sottocasa traggo le materie prime per il mio fare: legni, ferri, plastiche e tutto ciò che approda a terradopo lunghi viaggi tra i flutti. All’origine della mia ricerca c’è infatti una sorta di coazione all’accumulo di materiali segnati dal tempo con cui realizzo collages tridimensionali, che rimandano all’iconografia delle culture arcaiche: totem, bucrani, maschere cerimoniali, pesci votivi, anatomie umane, tutti simboli dotati di un innegabile potere evocativo.

Il mio fare arte si fonda sull’uso di materiali reietti: legni e oggetti della quotidianità, che il mare sottrae alla terra per restituirli segnati dalla sua forza.

Anche le cose più repellenti possiedono una sorta di selvaggia eleganza, che sfugge al primo sguardo, ma non impossibile da cogliere. Io lavoro su questa intuizione, intervenendo il meno possibile sui materiali, che utilizzo così come mi arrivano. Sfruttandone forma e colore,  li accosto e li sovrappongo per  svelarne il potenziale espressivo  e consegnarli al colloquio tra loro e chi li osserva. E’ un modo, il mio, di svelare il ‘rimosso’ della nostra contemporaneità. .

 

Racconto storie di pesci cazzuti e disperati

Testimoni del degrado degli oceani e dei mari

Racconto storie di tempeste e naufragi

In cui si perdono cose e umani

Racconto storie di materiali

Repellenti e abbandonati

In cui c’è ancora luce e bellezza

Perché perderli e lasciarli andare?

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Comunicato stampa GALATA

PESCI FUOR D’ACQUA. I COLLAGES TRIDIMENSIONALI di GIANNI LODI.

Legni e oggetti sottratti dal mare alla vita di tutti i giorni ritornano alla terra dopo lunghi viaggi fra i flutti. E raccontano storie di uomini e cose.

Dal 3 luglio al 6 settembre 2015 alla Galleria delle Esposizioni del Galata Museo del mare di Genova.

A cura di Enrico Formica

Protagonisti della mostra venti pesci di grandi dimensioni che l’artista ha realizzato utilizzando legni e altri materiali approdati dopo lunghi viaggi in mare. “Dalla spiaggia sotto casa, dice Gianni Lodi, recupero le materie prime del mio fare arte: legni, ferri, corde,  plastiche….Cerco la bellezza che sfugge al primo sguardo e lavoro su questa intuizione. Intervengo il meno possibile sui materiali: ne sfrutto forma e colore, li accosto, li sovrappongo per svelarne il potenziale espressivo e consegnarli, ricomposti,  al colloquio con chi li osserva”.

Le opere in mostra rimandano all’iconografia delle culture arcaiche, come del resto le altre serie che fanno parte della sua produzione:  totem, bucrani, maschere cerimoniali, anatomie umane. Nel loro insieme,  propongono un dialogo fra la ruvida energia dei legni consumati dal mare e l’ironia degli oggetti quotidiani usati fuori contesto. Quelli in mostra, sono pesci disperati ma bellicosi,  che invitano a reagire in difesa di un ambiente costantemente violato. La grande installazione Naufragio, che chiude emblematicamente la mostra, è d’altra parte testimonianza drammatica e attuale di quanto avviene oggi nei nostri mari.

Questi oggetti “rinati”, sottolinea Enrico Formica, curatore della mostra, emanano non casualmente un’energia selvaggia e ribelle: nella loro allegria grottesca e nella loro rabbia possiamo leggere un atto di accusa verso il consumismo e la relativa attitudine non solo a buttar via le cose, ma a disprezzare la povertà delle persone e la semplice bellezza della natura.

 

 Curriculum

Il lavoro artistico è stato per molti anni un’attività privata per Lodi.  Solo su sollecitazione dei tanti ospiti che transitavano dalla sua casa-studio di Framura, si è reso disponibile ad esporre i suoi collages tridimensionali.

La prima personale di rilievo è del 2003 al Castello Doria di Portovenere (SP). Coinvolto nel progetto emergenze (ha partecipato alla seconda edizione e all’antologica al Museo dei Trasporti di La Spezia), è stato poi inserito nella prestigiosa collettiva Superhighway (New York e Berlino) nel 2004, tornando a New e Londra negli anni successivi.

Membro di Asart, ha esposto nelle relative collettive della Rocca di Pietrasanta (2006) e del Castello Malaspina a Massa (2007).

Dopo altre partecipazioni a progetti collettivi a La Spezia, Sanremo, Cremona, Sarzana, ha presentato una personale a Framura, a Corniglia e allo spazio Smooth di Milano.

Nel 2010 ha preso parte al progetto UmanaEmersione nelle antiche cantine di Manarola.

A seguito della diffusione di pratiche artistiche a base di materiali riciclati, è stato selezionato per importanti collettive nazionali: Ciò che il mare riporta2 all’Artelier di Palazzo Ducale a Genova e Riciclarti 2011 all’ex macello di Padova.

Nella Festa della Marineria di La Spezia del 2011, la sua installazione Aquarius campeggiava dal soffitto del ristorante di Passeggiata Morin. Sempre nel 2011 è rilevante l’inserimento nel progetto MEMORIA SOMMERSA-Uomini, storia, arte, tecnologia con l’installazione Aquarius al CAMeC – Museo di arte contemporanea di La Spezia.

Nel 2013 partecipa al progetto a cura di E.Formica Il mare di ARGENTI-LODI-TAMBERI al las-spazio espositivo liceo artistico della spezia, mostra che nel 2014 viene ospitata dal Castello di Lerici.

Nell’estate 2014 cura, con Pierluigi Sgarbi,  il progetto TERRE VERTICALI – l’orizzonte come metafora esistenziale per la Biblioteca Multimediale DORIA di Carpi al cui interno realizza una versione site specific di Aquarius.

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Presentazione mostra a Moneglia (2016)

Racconto storie di pesci cazzuti e disperati,
Testimoni del dolore di oceani e mari.
Racconto storie di tempeste e naufragi
In cui si perdono cose e umani.

Racconto storie di oggetti
Repellenti e abbandonati
In cui c’è ancora luce e bellezza.
Perché perderli e lasciarli andare?

(Gianni Lodi)

Gianni Lodi fa parte della nuova corrente di artisti che lavorano con la tecnica del riuso. Ha esposto in importanti istituzioni in Italia (CAMeC – La Spezia,  GALATA Museo del Mare – Genova) e all’estero (New York, Londra, Berlino).

La serie dei PESCI FUOR D’ACQUA in mostra è tutta costruita con legni e altri materiali recuperati dal mare che, ripuliti e assemblati, sono qui consegnati al colloquio con chi li osserva.

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L’8 settembre 2015 presso il museo Galata si è tenuto un reading, di cui presentiamo il volantino.