Progetto “Donne e creatività” | 2015

Ideazione Gianni Lodi

 

Fino al XX secolo la creatività intesa come produzione artistica è stata monopolio quasi esclusivo della componente maschile.  Nelle arti figurative, per esempio, solo alle soglie del Novecento è stato possibile esercitare il “diritto all’arte” in modo paritario da uomini e donne. Oggi la presenza femminile nel settore non solo si è riequilibrata, ma sia per la produzione, che per la critica d’arte e la direzione museale si avvia a diventare maggioritaria. Come documentazione per l’Italia un riferimento fondamentale rimane L’altra metà dell’avanguardia a cura di Lea Vergine (1980) seguito, di recente, da La grande madre a cura di Massimiliano Gioni (2015).

Questa premessa è il focus del progetto DONNE E CREATIVITA’, che per la sua realizzazione prevede da un lato un approccio multimediale in una prospettiva di cross-disciplinarietà dei linguaggi mentre dall’altro dovrebbe favorire la connessione delle realtà indipendenti operanti sul territorio al tessuto istituzionale.

 

Per le arti figurative è previsto:
-“Le donne e l’arte nelle collezioni del CAMeC” (un riferimento è senz’altro Ketty La Roca, spezzina di nascita e anticipatrice delle artiste femministe degli anni Settanta.

-“La verità vi prego sull’amore” personale sulle anatomie femminili di Gianni Lodi

-“La donna-albero” performance di Elisabetta Cori

-Iniziative di coinvolgimento di giovani artiste impegnate in attività sperimentali come la realizzazione di video. Esistono riferimenti di portata nazionale come Alina Marazzi e locali come RESPIRA di Ines Cattabriga, Elena Lussiana, Francesco Tassara. Personalmente sto seguendo l’esperienza di Elisa Bozzarelli e Alice Daneluzzo, che stanno lavorando alla ricostruzione delle vicende del femminismo a Piacenza negli anni Settanta.

 

Per la letteratura è previsto:
-“L’ultima parte del corpo a invecchiare è il cuore” monologo teatrale di Gianni Lodi, che verrà rappresentato il 29 gennaio 2016 all’Auditorium Dialma Ruggero di La Spezia con protagonista Cristina Castigliola. Questo spettacolo è replicabile successivamente sulla terrazza del CAMeC ( c’è il precedente di  “Ubu re” della Compagnia degli Scarti, con cui Gianni Lodi collabora)

-“Sapori e saperi delle donne-Come cambiare sé stesse e il mondo”, di Paola Leonardi, edito da Iacobelli-Roma (2014). Da questo saggio, costruito attorno a dodici “parole di donne” e completato da dodici ricette di cucina e dodici disegni di Serena Dinelli, è stato tratto il monologo del punto precedente.

Queste attività dovrebbero costituire il punto di partenza per aprire un dialogo con il territorio per riflettere sulla continuità/discontinuità generazionale in merito al nuovo protagonismo delle donne. Tali contenuti andrebbero declinati nella prospettiva di sperimentare nuove forme di comunicazione come ad esempio la creazione e la gestione di un blog nella prospettiva più ampia di rendere operativo il rapporto tra tecnologie del digitale e scienze umane.